
Operazioni di acquisizione con indebitamento, Circolare delle EntrateCon Circolare 30 marzo 2016, n. 6, l’Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti in merito al trattamento fiscale degli interessi passivi derivanti da operazioni di acquisizione con indebitamento c.d. “leverage buy out”. |
Fondo di integrazione salariale: pubblicato il Decreto attuativoÈ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 30 marzo 2016 il Decreto 3 febbraio 2016, con il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze intervengono per adeguare il Fondo di solidarietà residuale (che dal 1° gennaio 2016 ha assunto la nuova denominazione di Fondo di integrazione salariale) alle norme previste dal D.Lgs n. 148/2015 recante “Disposizioni per il riordino della normava in materia di ammortizzatori sociali“. |
Premi di produttività: al via la detassazioneÈ stato firmato il Decreto interministeriale 25 marzo 2016 che disciplina i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, ai quali i contratti aziendali o territoriali legano la corresponsione di premi di risultato di ammontare variabile assoggettabili ad imposta sostitutiva del 10%. |
Regime fiscale per lavoratori impatriati: provvedimento attuativo dell’Agenzia delle EntrateIl D.Lgs n. 147/2015, ha introdotto, all’art. 16, uno speciale regime fiscale per i lavoratori impatriati: si tratta di un abbattimento della base imponibile ai fini fiscali nella misura del 30% per il periodo d’imposta in cui tali lavoratori trasferiscono in Italia la loro residenza e per i quattro successivi. |
Integrazione in deroga nei call- center: i chiarimenti del Ministero sulla durataIl Ministero del Lavoro, con la Circolare n. 15 del 29 marzo 2016, fornisce chiarimenti in merito alla durata dell’integrazione salariale in deroga prevista per gli anni 2015 e 2016, a favore dei lavoratori del settore dei call-center (Decreto Interministeriale n. 22763/2015). |
Niente licenziamento del lavoratore per minacce al datore se non previsto dal CCNLIn merito al licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che, pur essendo in malattia, si reca al lavoro e si rivolge al datore con frasi minacciose, in quanto il contratto collettivo non prevede tale sanzione per quel tipo di comportamento. |





