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ALIQUOTA IMU: L’ASCOM CONFCOMMERCIO PROPONE AI COMUNI DI RIVEDERE AL RIBASSO LE ALIQUOTE.
IL PRESIDENTE ZILIO: “SAREBBE OPPORTUNO PER LE ATTIVITA’ STORICHE O PER CHI AVVIA UN’ATTIVITA’”.
L’IDEA DI UN RICONOSCIMENTO AI COMUNI “VIRTUOSI”

Il 30 settembre saranno festeggiate in piazza dei Signori, ma la vera “festa” (che può essere intesa in senso positivo o negativo) il comune ha tempo di fargliela entro il 31 ottobre.
Stiamo parlando delle attività e dei locali storici padovani che l’Ascom chiede siano agevolati in sede di determinazione definitiva dell’aliquota Imu così come prevedono, al momento, città quali Verona e Cremona.
“Sarebbe un ben messaggio – precisa Fernando Zilio, presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – nei confronti di quei proprietari che, nonostante la crisi, continuano a gestire il proprio negozio avviato magari dai bisnonni. Ed è un messaggio che può arrivare non solo dal comune capoluogo, ma anche dai centri grandi e piccoli dell’intera provincia”.
Ad ogni modo sarebbero diversi, nelle intenzioni dell’Ascom, i “suggerimenti” per le amministrazioni.
“Capiamo perfettamente che ristrettezze di bilancio – continua Zilio – tagli dei trasferimenti, patto di stabilità e spending review a livello locale mettano i sindaci un po’ con le spalle al muro, ma non è logico, soprattutto in chiave di salvaguardia delle attività e dei posti di lavoro e di incentivo a nuove aperture, che si possa pensare ai negozi e alle attività economiche come ad un bancomat dalle risorse illimitate”.
Alle amministrazioni, dunque, l’Ascom propone un “panel” di interventi che, oltre che agevolare le attività storiche, potrebbe intervenire in favore delle nuove imprese o, comunque, agevolare i negozi di vicinato o tenere in considerazione chi assume.
“L’importante – sottolinea Zilio – è che dai comuni giunga un messaggio di attenzione nei confronti di un mondo, che è quello della piccola impresa, che, per tipologia e per funzione sociale, deve essere assimilato più alle abitazioni principali (ovvero aliquota minima) che non alla categoria catastale D/5, ovvero agli istituti di credito”.
Sortirà qualche effetto l’appello dell’Ascom?
“Io voglio credere che sia possibile – conclude Zilio – e comunque, nei confronti dei comuni virtuosi (se non altro ai nostri occhi) stiamo valutando di istituire una sorta di riconoscimento che renda il loro operato decrittabile da quanti fanno impresa”.

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