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L’ASCOM INVIA AI CANDIDATI SINDACI DIECI PUNTI PER LA “PADOVA CHE VERRA’”.
IL PRESIDENTE BERTIN: “NON CI INTERESSANO SOSTTOSCRIZIONI DI FACCIATA, MA IMPEGNI PRECISI SUI QUALI CHIEDEREMO CONTO”
Richieste secche, precise. Sono quelle contenute nei “Dieci punti per migliorare commercio, turismo e servizi” che l’Ascom Confcommercio di Padova ha inviato oggi ai nove candidati sindaco in lizza per le elezioni del prossimo 25 maggio.
“Ai candidati sindaco della città di Padova – spiega il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin – chiediamo risposte altrettanto secche, altrettanto precise: se ritengono che il nostro “decalogo” sia in linea con quanto vorranno realizzare (se eletti), potranno sottoscriverlo e ritornarcelo nel corso di un incontro che io sarò ben lieto di riservare ad ognuno di loro, in uno dei prossimi giorni, nella nostra sede cittadina di via Zabarella. Potranno sottoscriverlo in toto, o anche solo in parte perché vogliamo scelte di campo “vere”, non di facciata, sulle quali, a suo tempo, andremo a chiedere conto”:
Non dunque atti, per così dire, “di cortesia”, ma “vis a vis” magari anche contrastanti purchè frutto di convinzioni precise.
“Portare a casa nove firme – continua Bertin – per poi vedere i nostri desiderata seppelliti nel corso del prossimo quinquennio proprio non ci interessa. Quel che ci interessa è capire se i candidati hanno una visione “terziaria” della città o se hanno altre visioni, rispettabilissime, ma che non sono le nostre”.
Ed ecco, allora, i punti salienti del “decalogo”.

Innanzitutto la richiesta di un piano del commercio e di una viabilità che non penalizzi il trasporto privato, apra la Prandina e riordini le ZTL.
Quindi un impegno forte su sicurezza e degrado con i vigili chiamati a svolgere una funzione di presidio del territorio e con la lotta al consumo spropositato di alcol che non può gravare sui commercianti mentre, nel contempo, si autorizzano zone franche della città.
Presidi fissi anche contro abusivismo e contraffazione e deciso ritorno alle domeniche di chiusura per non favorire la grande distribuzione.
Aiuto alle nuove imprese di giovani e donne e moderazione su Imu e Tasi, mentre per l’Ascom serve un”idea di Zip” che non sia quella di darla in pasto alle grandi strutture di vendita.
Infine un’opzione importante sul turismo per fare di Padova una vera “città turistica” senza però il balzello della tassa di soggiorno.

 

PADOVA 10 MAGGIO 2014

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