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IL PRESIDENTE DELL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA, FERNANDO ZILIO: “VISTO CHE, VOLENDO, SI PUO’ FARE? I NOSTRI AMMINISTRATORI PRENDANO ESEMPIO”.
Si può fare. Ridurre il carico fiscale rappresentato dall’IMU sugli immobili  dei negozi di vicinato, dei ristoranti e pubblici esercizi, non è infatti impossibile.
Quella che, nei giorni scorsi, era stata una richiesta accorata del presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Fernando Zilio, al comune capoluogo e a quelli della provincia, ora viene suffragata dalla decisione del comune di Bergamo che, in vista del termine del 31 ottobre, termine entro il quale i comuni sono chiamati a confermare o modificare le aliquote IMU a suo tempo deliberate, ha deciso la riduzione dal 10,6 al 7,6 per mille dell’aliquota IMU per i negozi di vicinato (con superficie inferiore ai 250 mq), i ristoranti e i pubblici esercizi (sotto i 100 metri quadrati) e le attività artigianali di proprietà.
“La scelta del comune di Bergamo, perché di “scelta” si tratta – ha commentato Zilio – conferma che fare qualcosa per il commercio di vicinato e le piccole imprese in generale, si può e anzi si deve. Il trincerarsi dietro bilanci impossibili da far quadrare può aiutare gli amministratori ad “autoassolversi”, ma non le imprese a sopravvivere”.
Un problema, quello dell’IMU “esasperata” nei confronti delle attività produttive che già all’aliquota ordinaria dello 0,76% rappresenta un aggravio rispetto all’Ici di non poco conto, ma che allo 0,96%, aliquota verso la quale si stanno un po’ tutti orientando, è una mazzata che pone un problema serissimo in tempo di crisi e di scarsa liquidità per le aziende.
Oltretutto il problema non è tale solo per i proprietari degli immobili.
“In effetti – specifica Federico Barbierato, direttore generale dell’Ascom Confcommercio di Padova – l’aumento esponenziale dell’aliquota Imu sta mettendo in seria difficoltà la nostra azione tendente a riconsiderare l’ammontare degli affitti. Locali contrattualizzati in tempi di vacche grasse oggi devono fare i conti con incassi magri e spese fisse altissime per cui stiamo chiedendo ai proprietari di rivedere gli affitti. Un obiettivo non facile ma in qualche caso raggiunto che purtroppo l’Imu sta vanificando visto che il proprietario dell’immobile, di fronte all’amministrazione che impone il balzello, non è più disponibile a ridurre l’affitto”.

Padova 18 ottobre 2012

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