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LA RIVOLTA DEI CINESI A SESTO FIORENTINO FA PORRE UNA DOMANDA AL PRESIDENTE DELL’ASCOM DI PADOVA, PATRIZIO BERTIN: “E SE ANCHE NELLA NOSTRA ZONA INDUSTRIALE SI INTRODUCESSE LA VARIABILE REAZIONE A FRONTE DEI CONTROLLI?”
“E se in seguito ad un controllo succedesse anche a Padova ciò che nei giorni scorsi è successo a Sesto Fiorentino?”
La questione dei laboratori e degli ingrosso cinesi torna prepotentemente alla ribalta dopo la rivolta che ha visto almeno 500 cinesi confrontarsi in terra toscana con le forze dell’ordine e Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom (l’associazione che della richiesta di legalità negli ingrosso sorti come funghi in zona industriale a Padova ha fatto il suo cavallo di battaglia) si pone la domanda.
“Non vorrei – continua Bertin – che nella comunità cinese si introducesse la variabile della rivolta a fronte dei controlli. Sarebbe un salto di qualità non auspicabile ma non vorrei nemmeno che per evitare il confronto si arrivasse ad allentare la presa nei confronti di un’illegalità diffusa che, purtroppo, nei capannoni di corso Stati Uniti è la regola e non l’eccezione”.
E di controlli, in primis da parte della Guardia di Finanza ma anche da parte delle altre forze dell’ordine, ne sono stati fatti parecchi, così come numerosissimi e cospicui sono stati i sequestri di prodotti contraffatti e, spessissimo, pericolosi per la salute. In un contesto, peraltro, dove all’ufficialità dell’ingrosso, si sostituisce con grande tranquillità la realtà del dettaglio praticato a chiunque si presenti per acquistare.
“Noi – sottolinea il presidente dell’Ascom – rimaniamo sempre del medesimo avviso: a fronte del reiterato mancato rispetto delle norme, anche in materia di sicurezza e regolarità dei rapporti di lavoro, non c’è altra strada che la chiusura degli esercizi”.

Non dunque una battaglia contro una comunità, ma semplicemente la richiesta di un rispetto delle regole che deve valere per tutti.
“Anche se – conclude Bertin – i danni che sono stati arrecati al sistema commerciale della nostra provincia da parte di chi le regole le ha by-passate, sono incontrovertibili, ciò nonostante noi continuiamo a chiedere che lo Stato intervenga a tutela di chi le regole le rispetta”.

 

Padova 4 luglio 2016

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