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MENO TASSE PER CHI APRE UN NEGOZIO CHIUSO, A PADOVA SUCCEDE GIA’.  
IL PRESIDENTE DEGLI ALIMENTARISTI MICHELE GHIRALDO: “MENO CEMENTO, PIÙ VITA NELLE CITTÀ”
Agevolazioni fiscali per chi apre un negozio chiuso: l’esperienza di Padova, recentemente proposta anche a Cadoneghe, potrebbe estendersi a tutti i Comuni del Veneto. Ci crede il presidente regionale della Fida (il sindacato degli alimentaristi che fa capo a Confcommercio Veneto), Michele Ghiraldo, che lancia l’appello ai sindaci di tutta la regione perché adottino il modello già in vigore nella città del Santo.
Un accordo tra Ascom-Confcommercio e Comune che prevede, nei primi due anni di attività, agevolazioni fiscali per la riapertura di negozi chiusi da almeno 12 mesi e con una superficie fino a 500 metri quadri.  Secondo l’accordo, del quale si è parlato anche nell’ultimo Consiglio Fida-Confcommercio Veneto, le imprese in possesso dei requisiti previsti dal regolamento possono richiedere un contributo economico legato all’importo versato a titolo di Tari, canone Cosap e imposta di pubblicità e riparametrato a 365 giorni interi di attività. In questo modo, a 18 mesi dal bando ‘Riapriamo con te’, sono 22 i negozi che hanno riaperto a Padova. Non solo in centro città, ma anche in molti quartieri periferici.
“In diverse province la questione dei negozi chiusi ha assunto dimensioni drammatiche – spiega Ghiraldo – Penso ad alcuni paesi del Bellunese, dove proprio in questi giorni il mio collega della Fida-Confcommercio Sandro Lavanda ha lanciato un appello per salvare le piccole attività di montagna. Secondo i dati della Camera di Commercio di Belluno, infatti, in 35 dei 64 paesi della provincia si contano meno di 10 esercizi alimentari per comune, e dal 2009 al 2018 gli alimentaristi bellunesi sono passati da 885 a 800 (-9,6%)”. 
“L’obiettivo è rivitalizzare il territorio e riqualificare le attività commerciali senza incidere sul consumo di suolo – aggiunge Ghiraldo – Vorrei che tutti i sindaci del Veneto facessero loro il principio ‘meno cemento, più vita’ nel solco dell’accordo stipulato a Padova. Sarebbe un segnale importante, soprattutto alla luce del triste primato nazionale rilevato in questi giorni dall’Ispra riguardo la nostra regione, e la città di Padova in particolare, sul fronte del consumo di suolo”.

Padova 1 ottobre 2019

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