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IL RITORNO DI RUFFINI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE.
E ALL’ASCOM CONFCOMMERCIO DI PADOVA GLI RICORDANO LE PROMESSE DEL LUGLIO DEL 2017
A volte ritornano, ma non sempre ricordano.
“Ma noi abbiamo la memoria lunga e la pazienza di Giobbe, per cui ad Enrico Maria Ruffini, reinsediato alla guida dell’Agenzia delle Entrate, ricorderemo quel nostro incontro di fine luglio del 2017”.
Quel giorno, a margine dei lavori di un convegno sul fisco svoltosi in Confcommercio a Roma, Franco Pasqualetti, vicepresidente vicario dell’Ascom Confcommercio, “bloccò” (letteralmente) il già allora direttore delle Entrate per un faccia a faccia che si concluse con una promessa di Ruffini: “L’impegno delle Entrate sarà volto a rendere il rapporto fisco – contribuente il meno conflittuale possibile”.
“A distanza di due anni e mezzo da quell’incontro – continua Pasqualetti – il quadro della situazione non solo non è cambiato ma direi che è alquanto peggiorato, non tanto perché la lotta all’evasione è uno dei macro-capitoli dell’ultima manovra di Bilancio e l’Agenzia delle Entrate, che è il braccio operativo del ministero dell’economia, dovrà curarne l’attuazione, ma soprattutto perché c’è un “retrogusto” di caccia alle streghe che è semplicemente inaccettabile. Per cui se Ruffini vorrà mantenere la parola sulla conflittualità, avrà di che lavorare”.
A quel convegno romano la delegazione dell’Ascom Confcommercio di Padova, oltre che da Pasqualetti, era formata da un altro dei vicepresidenti, Ilario Sattin e dal presidente Patrizio Bertin, il quale non nasconde tutte le proprie perplessità sulle novità in campo fiscale.
“Ruffini – dichiara il presidente – sarà chiamato a dare l‘avvio alla lotteria degli scontrini, un argomento sul quale abbiamo a più riprese sostenuto la nostra contrarietà perché implica un aggravio burocratico non indifferente e concausa, assieme allo scontrino telematico, della chiusura di tanti esercizi soprattutto nei piccoli centri. Ma è soprattutto l’ostracismo nei confronti delle partite Iva e delle piccole imprese quello che ci preoccupa maggiormente e, ancora, le tasse reali e quelle occulte che, ogni giorno di più, scopriamo si nascondono nei meandri di norme che sembrano, anzi sono, fatte apposta per mettere il contribuente in difficoltà”.
Insomma a Padova non faranno sconti a Ruffini.
“In verità – concludono i vertici dell’Ascom Confcommercio – più dal governo che da Ruffini ci attendiamo una diminuzione delle tasse, unico vero “motore” in grado di far ripartire il Paese”.

In foto: l’incontro di Confcommercio nel luglio 2017 con il direttore dell’Agenzia delle Entrate.

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