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UN’INDAGINE SWG PER CONFTURISMO-CONFCOMMERCIO DA’ SPERANZE AI COMPARTI DEL TURISMO PADOVANO.
LE ASPETTATIVE (E I TIMORI) DI AGENTI DI VIAGGIO, ALBERGATORI, GUIDE TURISTICHE E RISTORATORI TRADOTTI IN UNO SLOGAN “MA ADESSO TORNO A PADOVA”

Per il turismo italiano sarò l’anno zero.
“Anche per quello veneto e padovano – ammette il presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova, Patrizio Bertin – sarà lo stesso nel senso che le difficoltà non mancheranno ma potrebbero esserci anche delle opportunità”.
Opportunità ovviamente tutte da verificare soprattutto alla luce del fatto che solo il 20% degli italiani pensa di potersi concedere una vacanza, ma che sembrano trovare una logica aspettativa nell’indagine condotta da Swg per conto di Confturismo, l’organizzazione di Confcommercio che raggruppa i diversi ambiti delle imprese turistiche.
“C’è un dato dell’indagine – sottolinea Maurizio Bonato, segretario del comparto in Ascom Confcommercio Padova – che depone a favore ed è quello che vede il 32% degli italiani “molto” orientati a fare una vacanza breve, e dunque necessariamente vicino a casa, nel dopo emergenza da coronavirus. Se ci aggiungiamo che un 29% lo ritiene “molto probabile” e che un 35% ritiene “molto o abbastanza probabile” fare una vacanza almeno di una settimana vicino a casa, significa che le destinazioni venete saranno le più gettonate”.
Se a tutto questo ci aggiungiamo che solo il 19% pensa di fare “molto probabilmente” una vacanza di almeno una settimana a più di 250 chilometri da casa e che solo l’11% si vede in un Paese europeo e addirittura solo il 6% in un Paese extraeuropeo, si può dedurre che il Veneto, notoriamente dotato di tutte le tipologie di turismo, può sperare di limitare le perdite che pur ci sono e che pur continueranno ad esserci.
“In ogni caso sarà comunque l’Italia ad essere privilegiata – commenta Giancarlo Reverenna, presidente regionale di Fiavet Veneto – ed in questo senso stiamo orientando il lavoro delle nostre agenzie viaggi verso destinazioni nelle località del Belpaese. Inoltre è molto probabile che quel risicato numero di turisti che comunque decideranno di uscire dall’Italia, siano soprattutto quelli che possono spendere di più e che, notoriamente, chiedono il nostro sostegno professionale per non correre rischi di qualsivoglia natura”.
Ma cosa sceglieranno gli italiani che faranno vacanze tricolori?
“Swg ha documentato che il 46% sceglierà, com’è tradizione, il mare – ammette Monica Soranzo, presidente di Padova Hotels Federalberghi Ascom – ma c’è un 17% che sceglierà le città d’arte (e noi abbiamo Padova), un 10% che andrà nei piccoli borghi (e noi abbiamo le città murate) e un 19% che sarà attratto dalla natura (e noi abbiamo i colli). Se poi consideriamo che ad un’altra domanda gli intervistati hanno risposto che saranno attratti, per il 17%, da mostre e musei, che il 10% sceglierà le terme, che il 7% sarà attratto dallo shopping, che il 40% vorrà stare all’aperto e il 34% con chi ama, forse qualche opportunità, se sapremo giocare bene su uno scacchiere comunque ristretto, forse qualcosa riusciremo a portare a casa”.
Lo sperano anche le guide turistiche, forse la categoria più penalizzata dal lockdown di questi mesi.
“Sono numeri che un po’ consolano – dichiara seppur con molti punti interrogativi Rossana Comida, presidente delle guide professionali dell’Ascom Confcommercio di Padova – soprattutto quelli che afferiscono alle città d’arte e soprattutto se, come sostiene la ricerca di Swg, saranno vacanze per il 60% in coppia e per il 35% con i familiari. Poi speriamo che, quanto meno dall’Europa, i turisti stranieri colgano l’invito del Telegraph che ha inserito la Cappella degli Scrovegni tra i buoni motivi per visitare l’Italia e scelgano Padova come destinazione”.
Senza dimenticare che c’è un 4% che, per le vacanze, opterà per un luogo di grande richiamo religioso e dunque va da sé che Sant’Antonio e anche San Leopoldo sapranno cosa fare!
Non resta, in quest’analisi sul turismo prossimo venturo (sperato) il capitolo dedicato alla buona cucina e al buon vino.
“C’è un non banale 18% di intervistati – conferma Francesca Borin, presidente dei Ristorantori Padovani Ascom – che cercherà di dimenticare la tristezza dell’emergenza da Covid-19 tuffandosi nella degustazione dei prodotti tipici. I nostri ristoranti sembrano fatti apposta per questo e la professionalità che li contraddistingue non mancherà di fare in modo che quella percentuale possa irrobustirsi anche “prendendo” dalle altre occasioni di vacanza nel nostro territorio. Di sicuro dovremo però fare i conti con un modo nuovo di stare insieme e questo costituisce ancora un punto interrogativo molto consistente”.
Non resta che dire “Ma adesso torno a Padova”, come hanno fatto i quattro presidenti in un cartello.

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