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Lenta, ma comunque continua.
La risalita del mercato dell’auto non autorizza entusiasmi, ma almeno non deve fare i conti con i dati negativi che si inanellavano mese dopo mese non più tardi di un paio d’anni fa.
Padova, in questo senso, è paradigmatica: mentre il raffronto tra ottobre ’23 e ottobre ’22 vede il dato nazionale registrare un +20,03% di immatricolazioni di auto nuove e il Veneto salire anche al +25,44%, la provincia euganea non va oltre il 18,96%, peggior dato a livello regionale.
Meno bene, complessivamente, il cumulativo dei primi 10 mesi dell’anno raffrontati col pari periodo dello scorso anno: Veneto a +18,22% e Padova a +14,55%.
“Una cosa: – esordisce Massimo Ghiraldo, presidente dei concessionari dell’Ascom Confcommercio di Padova – è che non abbiamo ancora recuperato pienamente i numeri del 2019 e questo la dice lunga sulla difficoltà di ripresa del comparto”.
Però gli incentivi sarebbero manna dal cielo.
“Visto come sta andando la transizione energetica – continua Ghiraldo – con l’elettrico che non decolla, incentivare sarebbe importante. Ma incentivare nel modo giusto, ovvero mettendo sul piatto incentivi più fruibili, indirizzati senza compromessi ai target europei e destinati anche alle imprese, che sono poi il vero motore della transizione, con regole riviste e recuperando i residui del 2022 e quelli ormai quasi consolidati del 2023”.
C’è poi quella che Ghiraldo chiama “opportunità auto aziendali” che, per essere tale, necessita di una revisione del regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo.
“Potrebbe essere “l’uovo di Colombo” – sottolinea il presidente dei concessionari dell’Ascom Confcommercio – perché se consideriamo il veloce turnover dei veicoli aziendali, questi potrebbero, subito dopo il periodo di detenzione, essere messi a disposizione dei privati senza ricorso ad incentivi, agevolando così il ricambio del vecchio parco circolante”.
Ovviamente, per raggiungere l’obiettivo, serve una rimodulazione delle aliquote di detraibilità dell’IVA e di deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di co2, l’innalzamento del tetto di deducibilità e la riduzione del periodo di ammortamento.
Fin qui Ghiraldo. Venendo invece alle consuete curiosità in ordine ai diversi marchi, va notato che nel mese di ottobre solo cinque hanno superato quota 100 immatricolazioni.
Si tratta di Fiat (149 vetture contro 140 con un guadagno del 6,43% sul pari mese dello scorso anno); di Dacia (che mette a segno un significativo 125 che rapportato al 71 del 2022 fa fare al marchio un balzo in avanti del 76,06%); di Toyota (124 contro 141 per cui un -12,06%); di Peugeot (107 contro 87 e quindi +22,99%) e infine di Volkswagen (105 a fronte di 101 per cui un +3,96%.

PADOVA, 13 NOVEMBRE 2023

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