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Padova Hotels Federalberghi Ascom Confcommercio e Federalberghi Terme Abano Montegrotto dicono no all’aumento dell’imposta di soggiorno

No all’aumento dell’imposta di soggiorno!

E’ bastato che circolasse in ambienti governativi l’ipotesi dell’aumento del limite di 5 euro dell’imposta, previsto dall’art. 4 comma 1 del DLGS 23/11, perché dal mondo dell’hotellerie arrivasse un secco no.

Ed il no sembra abbia già ottenuto un primo risultato: per adesso non se ne parla, ovvero forse se ne riparlerà a settembre. Però il pericolo non è scongiurato per cui in Padova Hotels Federalberghi Ascom Confcommercio e Federalberghi Terme Abano Montegrotto, si mettono i puntini sulle “i”.

“La proposta di aumentare ulteriormente l’imposta di soggiorno – commenta Monica Soranzo, presidente di Padova Hotels Federalberghi Ascom Confcommercio – va respinta non tanto perché così si rischia di frenare la crescita del Pil e dunque del Paese ma anche perché autorizzare l’applicazione dell’imposta di soggiorno in tutti i comuni italiani (oggi la possono applicare solo i capoluoghi di provincia, le unioni di comuni e i comuni turistici) e ad aumentarne l’importo, si finisce per trasformare quella che è nata come una tassa di scopo in un balzello puro e semplice”.

“Purtroppo – aggiunge Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto – ad oggi la maggior parte delle amministrazioni comunali utilizzano le risorse incamerate dall’imposta di soggiorno non solo per attività correlate al turismo ma anche per compensare i minori trasferimenti che arrivano dal Governo centrale. Circa 8,5 mln di imposta di soggiorno stimata totale incamerata dai Comuni Padovani (circa 3mln da Padova e circa 6mln dai Comuni del bacino euganeo per il 2024) devono essere destinati in larga parte allo sviluppo delle attività turistiche e non annegate nella finanza pubblica locale. Ci saremmo aspettati prima della proposta, che respingiamo, di aumentare i limiti della tariffa, una ipotesi di regolamento nazionale che definisse puntualmente come queste risorse debbano essere spese a sostengo delle attività turistiche”

Capitolo costi. Nell’ipotesi fatta circolare, per un pernottamento in un albergo a tre stelle si potrebbero pagare sino a dieci euro per notte. Un po’ come dire che, di punto in bianco, l’Iva (ora al 10%) verrebbe più che raddoppiata.

“Attraverso la nostra rappresentanza nazionale – concludono Soranzo e Poli – abbiamo effettuato delle osservazioni puntuali all’ipotesi di modifica legislativa e colto la palla al balzo per chiedere che venga istituito con legge nazionale un fondo destinato a sostenere in via permanente la riqualificazione delle imprese turistico ricettive, e che ne venga garantito il finanziamento automatico attingendo a una parte del gettito dell’imposta di soggiorno”.

PADOVA 6 AGOSTO 2024

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