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Patrizio Bertin (Confcommerciom Ascom Padova): “L’indice redatto da Demoskopika conferma: Padova può ancora evitare i problemi del sovraffollamento, ma non deve perdere tempo”

Vi ricordate di “Sole a catinelle”, il film di Checco Zalone, girato anche a Padova (con qualche polemica) e Monselice (per contro, col sigillo del Comune) e dove il protagonista, cameriere nella città della Rocca, decide di cambiare attività e vendere aspirapolveri con scarsi risultati?
Si era nel 2013, e Zalone, nel film, porta il figlioletto in vacanza in Molise ottenendo l’ilare disapprovazione del pargolo che sperava in qualcosa di meglio.
Ebbene, a distanza di 12 anni, il Molise, che allora non la prese benissimo, si conferma come una delle regioni a minor richiamo turistico.

A dirlo, con l’obiettivo di analizzare il fenomeno dell’overtourism (e non solo) è l’Istituto Demoskopica che traccia una mappa dell’Indice Complessivo di Sovraffollamento Turistico (ICST), “uno strumento preliminare di governance dei sistemi turistici locali – specifica lo stesso Istituto –  finalizzato a orientare politiche più consapevoli attraverso l’analisi dell’impatto del turismo sulla densità demografica, sull’uso delle infrastrutture ricettive, sul rapporto turisti-residenti e sull’incidenza ambientale derivante dalla produzione di rifiuti”.

Dieci i sistemi turistici provinciali in vetta per sovraffollamento turistico: a Rimini, Venezia, Bolzano, Livorno, Napoli, Trento e Verona (che a livello definito “Molto Alto” lo erano già nel 2024), in questa analisi del 2025 si sono aggiunte anche Milano, Roma e Trieste, tutte realtà con difficoltà crescenti sulla vivibilità dei territori, sulla resilienza dei sistemi locali e sulla sostenibilità complessiva delle destinazioni coinvolte.

Padova, in questa classifica che prende come parametri turisti e posti letto per km quadrato; turisti rispetto ai residenti; percentuale di utilizzo dei posti letto e quota pro-capite di rifiuti, si colloca al 22° posto con un indice di 104,1 che, rispetto al 141,5 di Rimini è ancora “sopportabile”, soprattutto se consideriamo la seconda piazza di Venezia e la nona di Verona, realtà venete ben più sotto pressione.

Ma quanti turisti sono presenti nel padovano per chilometro quadrato? Sono 2.470,1 (19° posto) contro i 17.369,5 di Rimini ma anche i 15.707,6 di Venezia e i 6.310,9 di Verona.
Padova scende di classifica se guardiamo ai posti letto per Km quadrato che sono 19,2, dato che ci colloca al 36° posto con Venezia sempre seconda (166,6) e Verona ottava (60,4).
“Il valore – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova, Patrizio Bertin – se combinato con quello dell’utilizzo dei posti letto (35,2% e quarta posizione nel panorama nazionale) evidenzia come la nostra provincia registri una certa penuria di posti letto. Se fino a qualche tempo fa, diciamo prima del Covid e del riconoscimento Unesco di Urbs Picta, i posti letto negli alberghi potevano ritenersi sufficienti, adesso evidentemente sufficienti non sono più e questo ha determinato una corsa verso gli affitti brevi che, senza regole, stanno determinando tutta una serie di problemi: niente locali per lavoratori e studenti, niente negozi di vicinato, città sempre più esposta al rischio di perdere la propria identità”.

Infine la quota di rifiuti urbani i cui costi, per la cronaca, ricadono sui residenti. In questa classifica Padova è al 46° posto con 7,9 chilogrammi di rifiuto per turista. Siamo dunque lontani dai 76,8 Kg di Rimini, ma anche dai 76,5 di Bolzano (seconda), dai 68,3 di Venezia (terza) e dai 27,2 Kg di Verona (al 12° posto).
Mezzo chilo di rifiuti per turista collocano Benevento all’ultimo posto (107°), mentre, ritornando al Molise, un chilo è il dato di Isernia (103°) e 1,9 Kg quello di Campobasso (93° posto).

“L’indagine – conclude Bertin – conferma che governare il turismo non è più soltanto una sfida, ma è una priorità per la sostenibilità di gran parte delle località italiane, e Padova fra queste. Se il sovraffollamento finisce per condizionare l’esperienza del turista, ciò nondimeno condiziona anche la qualità della vita delle comunità locali. L’aumento del sovraffollamento è dunque un campanello d’allarme che richiede l’adozione di adeguate strategie. In termini generali regolare i flussi e promuovere mete alternative è indispensabile, ma anche intervenire, in sede locale, su affitti e mantenimento dei negozi di vicinato, è una strada per garantire che il turismo resti una risorsa e non si trasformi in un fattore di crisi. I dati di Demoskopika dicono che Padova può ancora farcela. Ma non deve perdere tempo”.

PADOVA 23 LUGLIO 2025

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