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saldi12REGOLE E CONSIGLI.
L’ASCOM DI PADOVA: “PREMIARE I COMPORTAMENTI CORRETTI”
C’è anche chi, e sono i quattro comuni dell’Alta Val Venosta, in Alto Adige, farà partire i saldi solo il prossimo 3 marzo, ma per la quasi totalità del Paese, i saldi sono in partenza tra pochi giorni. La data (quasi) unica è infatti quella di giovedì 5 gennaio, e la calza della Befana conterrà quest’ultima strenna del Natale che si allontana, sperando di regalare un colpo di coda al trend degli acquisti per le feste.
Che siano partecipati o meno, le somme verranno tirate a consuntivo quando calerà il sipario anche su questa fase del commercio, mai come quest’anno scosso dai brividi di una febbre che non sembra avere vaccino.
“Purtroppo – mette in guardia il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio – le banche non stanno aiutando l’economia. L’aver investito, come tutto lascia supporre, in titoli di Stato i denari acquisiti dalla Bce senza immetterli nel circolo virtuoso delle imprese penalizza tutto il sistema”.
Ma torniamo sui saldi prossimi venturi.


“Le previsioni della Confcommercio – evidenziano all’Ufficio Studi dell’Ascom di Padova – tracciano una previsione di spesa pro-capite pari a 403 euro per famiglia dedicata ai capi di abbigliamento, ma mai come in questo momento ogni previsione è alquanto azzardata”.
Di sicuro c’è solo che, per sostenere consumi già deboli, i commercianti, là dove è stato possibile, hanno assorbito l’aumento dell’Iva dal 20 al 21% con un’ulteriore riduzione dei margini di guadagno.
“Al di là del dato positivo portato a casa da Confcommercio, ovvero la data unica di inizio, che ha evitato il nomadismo da saldi tra una regione e l’altra, l’unica cosa sicura che si può dire – afferma Franco Pasqualetti, presidente di Federmoda Padova – è che è meglio evitare di dare i numeri quando le vendite in saldo devono ancora partire. La crisi c’è e si tocca con mano, ma al di là delle stime quello che conterà davvero, come sempre, è la fiducia con cui il consumatore premierà i comportamenti corretti dei negozianti a cui si rivolgerà per gli acquisti.”
“Le indicazioni che noi forniamo infatti – continua Pasqualetti – vanno nel segno della trasparenza e della serietà nell’applicare con rigore le regole previste per la corretta vendita e di conseguenza il corretto acquisto, che sono poche e semplici, e che se seguite evitano di incorrere in spiacevoli situazioni e inganni”.
Le poche e semplici regole indicano che i cambi sono consentiti entro due mesi solo per danni o non conformità, a meno che il negoziante non concordi diversamente con la clientela.
Devono essere chiaramente indicati il prezzo di base, la percentuale di sconto e il prezzo finale dei capi in vendita che, salvo indicazioni diverse, devono essere della stagione in corso.

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