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LA COLLABORAZIONE TRA L’ASCOM E LA DIA AL CENTRO DEL COLLOQUIO TRA IL CAPO CENTRO DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA, COL. PAOLO EDERA, ED I VERTICI DELL’ASSOCIAZIONE
A rischio concreto si risponde con azione concreta.
Il rischio concreto è quello delle infiltrazioni mafiose nel nostro tessuto economico gravato da una crisi ormai di lunga data e dunque sovraesposto a causa delle difficoltà causate da una depressione amplificata dai rovesci delle banche che, per le imprese, si sono tradotte in minore credito e a costi più elevati.
Imprese “infiltrate” non sono più dunque casi rari nella cronaca investigativa e giudiziaria locale come pure non appare scevro dai tentacoli dell’usura un territorio che, a torto, viene ancora considerato un’isola felice.
Di questo e della necessità che le associazioni di categoria fungano da cassa di risonanza per fenomeni (ormai di carattere internazionale) che rischiano di inquinare profondamente il nostro tessuto produttivo, così come il vasto ambito del turismo e dei servizi, si è parlato questa mattina nella sede provinciale dell’Ascom dove il presidente Patrizio Bertin e il direttore generale Federico Barbierato, hanno avuto un lungo colloquio col nuovo Capo Centro della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, Col. Paolo Edera.
Il Col. Edera, già comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento e Verona, è da qualche giorno alla guida della Direzione Antimafia ed è significativo che una delle sue prime uscite nella nuova veste sia stata riservata al mondo del commercio, del turismo e dei servizi che per numero di imprese e occupati rappresenta la fetta più significativa dell’intero comparto economico padovano.
“Al Col. Edera – ha detto il presidente dell’Ascom, Bertin – col quale abbiamo già avuto modo di collaborare proficuamente quando ricopriva l’incarico di comandante interregionale, abbiamo offerto la nostra più ampia disponibilità a trasmettere tutte quelle informazioni che la nostra presenza capillare sul territorio sarà in grado di intercettare”.

Una collaborazione che il Capo Centro della DIA ha dimostrato di apprezzare convinto che solo il più ampio scambio di informazioni possa essere la chiave di volta per arginare un fenomeno la cui pericolosità non deve più sfuggire a nessuno.
“Con i vertici dell’Ascom – ha dichiarato il Col. Edera – vogliamo sviluppare una collaborazione che riteniamo possa essere quanto mai positiva innanzitutto nei riguardi delle singole situazioni ma, più in generale, a tutela di un tessuto imprenditoriale che, personalmente, ho imparato a conoscere ed apprezzare e che ora, a causa delle difficoltà, rischia di essere aggredito da una criminalità dai contorni sempre più sofisticati e, per questo, sempre più pericolosi”.
La collaborazione tra DIA e Ascom, al di là delle situazioni che emergeranno di volta in volta, potrà contare anche su periodiche verifiche che non mancheranno di prendere in esame le diverse realtà territoriali presenti in provincia.

 

Padova 31 agosto 2016

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