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L’ASCOM: “NON APRITE QUELLA MAIL”.

Già il fatto che arrivi un rimborso e non nuove tasse (visti i tempi che corrono!) dovrebbe far insospettire. E’ però anche vero che di rimborsi l’amministrazione finanziaria ha parlato di recente (magari per indorare la pillola!). Il risultato è che qualche lestofante ha pensato bene di approfittarne organizzando quella che è una vera e propria truffa su larga scala, orchestrata servendosi della rete e, addirittura, sfruttando il logo dell’Agenzia delle Entrate.

“Si tratta di una e-mail – spiegano all’ufficio tributario dell’Ascom alla quale si sono rivolti già alcuni associati – che in un italiano piuttosto sgrammaticato fa riferimento ad un improbabile rimborso per ottenere il quale si deve seguire una procedura che, fatti i dovuti controlli, ha evidenziato o l’importazione di un virus nel computer o la richiesta di coordinate bancarie che, è facile prevedere, avranno conseguenze gravi sul conto bancario di chi dovesse cadere nel tranello”.

Purtroppo, il logo dell’Agenzia delle Entrate, induce a ritenere si tratti di una comunicazione effettiva.

“Per fortuna – proseguono i tecnici dell’ufficio tributario dell’Ascom – la procedura per i rimborsi è codificata ed è il caso di tenerla bene a mente”.

Vediamo allora cosa succede in caso di rimborso “vero”.

L’ufficio territoriale competente dell’Agenzia delle Entrate invia tramite posta raccomandata al contribuente una comunicazione di regolarità o irregolarità in cui comunica che per quella specifica dichiarazione modelli Unico o Irap o Iva o 770 relativa a un determinato anno d’imposta sono presenti dei maggiori crediti. In questa comunicazione il contribuente viene invitato a chiedere spiegazione direttamente all’Ufficio competente per territorio.
In caso di rimborso conseguente ad una istanza presentata all’Ufficio territorialmente competente sarà l’Agenzia delle Entrate a comunicare sempre con posta raccomandata al contribuente le modalità per il rimborso richiedendo i dati dell’IBAN per effettuare il bonifico.
Entrambe le procedure prevedono l’individuazione di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate responsabile del procedimento.

Per cui: massima attenzione unita alla raccomandazione che arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate: trattandosi di un palese tentativo di phishing si raccomanda di non aprire l’allegato, cancellare la mail e rimuoverla dal cestino.

“Le tasse – commentano all’Ascom – sono già tante che non è il caso di versare denari a chi cerca di arricchirsi sulle spalle di chi lavora!”


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