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E A SETTE ANNI DAL VARO IL SISTRI (IL SISTEMA DI TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI SPECIALI) NON E’ ANCORA PARTITO. PERO’ LE IMPRESE SOGGETTE ALL’OBBLIGO DI ISCRIZIONE, DEVONO PAGARE.
BERTIN (PRESIDENTE ASCOM): “SE NON CI FOSSE DA PIANGERE, VERREBBE QUASI DA RIDERE”
La salvaguardia dell’ambiente? In Italia si fa con le “carte”.
“E – aggiunge polemico Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom – con il pagamento delle quote annuali del SISTRI che, per la cronaca, non è pienamente operativo da ormai sette anni”.
E pensare che, quando fu varato, questo sistema “rivoluzionario” aveva obiettivi mica da poco: “Legalità, trasparenza, risparmio, semplificazione e informatizzazione nella tracciabilità dei rifiuti speciali. Questi gli obiettivi – si poteva leggere nel lancio stampa del Ministero dell’Ambiente – di SISTRI, un sistema elettronico di controllo. D’ora in poi ogni rifiuto speciale potrà essere seguito in qualsiasi fase della filiera produttiva, dalla produzione allo smaltimento”.
Belle parole. Purtroppo i fatti, nel corso degli anni, hanno smentito clamorosamente tanti buoni propositi e anche all’alba del nuovo anno dicono che il Decreto “Milleproroghe” ha rinviato le sanzioni operative previste dal Sistri fino al 31 dicembre 2017.
“Praticamente – spiegano all’Ufficio Assistenza Tecnica dell’Ascom – le aziende soggette (produttori di rifiuti pericolosi con oltre 10 dipendenti) hanno l’obbligo di adesione e pagamento della quota annuale per un sistema che ancora non è pienamente operativo”.

“Se non ci fosse da piangere perché alle imprese vengono chiesti soldi che non porteranno alcun beneficio– continua Bertin – verrebbe quasi da ridere: il decreto ha stabilito che fino al prossimo 31 dicembre saranno sanzionabili i soli adempimenti e gli obblighi “cartacei” e continueranno ad essere sanzionabili esclusivamente le imprese che non si sono iscritte o che non versano il contributo annuale”.

Che la cosa non sia così “regolare”, se ne sono accorti, già da tempo, anche i vari governi che, ad ogni fine anno, hanno promulgato i diversi “milleproroghe” dimezzando l’importo delle sanzioni fino alla fine dell’anno successivo al decreto e comunque “non oltre il collaudo con esito positivo della piena operatività del nuovo sistema di tracciabilità”.
“Un po’ come dire – conclude Bertin – che il prelievo forzoso non serve a nulla, che comunque dobbiamo essere anche contenti perché c’è lo sconto e che non è detto che, prima o poi, il sistema possa anche partire!”.
Campa cavallo. Nel frattempo l’ambiente, “salvaguardato” dalle iscrizioni e dai versamenti al Sistri, attende qualcuno che oltre alle “carte” realizzi, magari, anche qualcosa di concreto.
In ogni caso, per ogni ulteriore informazione l’Ufficio Assistenza Tecnica dell’Ascom è a disposizione (telefoni 049.8209822-763).

 

Padova 17 gennaio 2017

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