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CON LA BENZINA ED IL GASOLIO SOPRA I 2 EURO AL LITRO, MENO VIAGGI DI AUTO E MEZZI PESANTI.
BELLUCO (PRESIDENTE BENZINAI ASCOM FIGISC CONFCOMMERCIO PADOVA): “VENDITE IN DIMINUZIONE NELL’ORDINE DEL 30/40% E A NOI VENGONO RICONOSCIUTI SEMPRE E SOLO 3 CENTESIMI PER LITRO”

Nell’immaginario collettivo vale sempre il ragionamento che fece un giorno Francesco Totti: “Se non avessi fatto il calciatore, avrei voluto fare il benzinaio. Perché sono le due categorie che hanno tanti soldi”.
“Fortuna sua che è diventato un grande calciatore – ammette Antonio Belluco, presidente dei benzinai dell’Ascom Figisc Confcommercio di Padova – perché se avesse fatto il benzinaio ora starebbe seriamente pensando di cambiare mestiere. Innanzitutto perché, anche in tempi meno grami di quelli attuali, la nostra categoria i soldi li vedeva solo transitare visto che a noi non sono mai restati più che 3 centesimi per litro, ma soprattutto adesso che i centesimi sono sempre 3, ma i litri sono diventati tra il 30 ed il 40% in meno”.
Complice l’aumento vertiginoso dei prezzi alla pompa (i 2 euro per litro sono stati superati di slancio), gli automobilisti stanno cambiando abitudini: se si escludono le categorie che necessariamente devono usare l’auto per lavoro, per tutti gli altri le priorità sono cambiate: si usano di più i mezzi pubblici, se le distanze non sono proibitive si fa il tragitto a piedi e non è poi un caso se si usano di più le biciclette (magari con pedalata assistita) ed i monopattini.
“Veniamo da due anni di vecche magre – aggiunge Belluco – per cui ci si aspettava che, con la ripresa delle attività, riprendessero anche gli spostamenti. Invece, a causa dei prezzi, ci siamo incamminati per un sentiero pericoloso per la sopravvivenza delle nostre attività: se infatti siamo in presenza di meno carburante venduto ciò non significa che noi, dati i costi, non si sia costretti ad esborsi maggiori per riempire le nostre cisterne”.
E sì che sembrava che l’iniziale provvedimento del governo sulle accise avesse, in qualche misura, rimesso un po’ le cose a posto. A maggio, infatti, si era registrato un +16% di traffico sulle strade e autostrade (pur sempre rispetto al 2021 che non si può dire sia stato un anno straordinario), poi di nuovo l’indietro tutta.
“Non vi è dubbio che sia diminuito il traffico veicolare – continua Belluco – ed il  calo riguarda sia le auto che i mezzi pesanti. Per quanto riguarda le prime assistiamo ad una rarefazione soprattutto nei weekend quando a percorrere le nostre strade sono soprattutto le famiglie. Da qualche settimana a questa parte, nonostante l’estate sia già un dato di fatto, registriamo meno transiti. Per quanto invece concerne i mezzi pesanti qui il calo è frutto di calcoli aziendali: le imprese razionalizzano i viaggi e cercano di spostarsi a carico vuoto il meno possibile”.
C’è poi la questione dello smart working.
“Meno che durante i mesi bui della pandemia – aggiunge il presidente dei benzinai dell’Ascom Figisc Confcommercio di Padova – ma una quota di operatori ha continuato a rimanere lontana dall’ufficio. Questo ha significato meno spostamenti ma direi di più: è stato proprio il costo dei carburanti, laddove a qualcuno è stata offerta l’opzione “puoi scegliere: o casa o ufficio” a far pendere l’ago della bilancia nei confronti della scelta domiciliare”.
Insomma, una serie di concause sta alla base della contrazione dei consumi di carburante.
“E noi – conclude Belluco – siamo tra l’incudine delle compagnie petrolifere ed il martello di qualche cliente che pensa che di quei 2 euro e passa che deve sborsare per un litro di verde o di diesel, la gran parte finisca nelle nostre tasche quando invece sono sempre quei fatidici 3 centesimi a remunerare un lavoro che, credetemi, si fa sempre più difficile”.

PADOVA 24 GIUGNO 2022

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