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BERTIN (ASCOM CONFCOMMERCIO): “FENOMENO “IMPORTATO” DAI COSTI ENERGETICI”. 
L’AZIONE DI CONTENIMENTO DI TALUNI SETTORI CHE ASSORBONO I RINCARI

Più della media italiana: l’8,6% contro l’8%. 

A tanto è arrivata l’inflazione che a Padova colpisce dura più della media nazionale ma anche più delle altre province venete (con l’esclusione di Verona che si attesta al 9,4%).
“D’altra parte – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio, Patrizio Bertin – difficile non avere una ricaduta del tipo a fronte di aumenti dell’energia decisamente fuori controllo”.
In effetti il raffronto tra i prezzi del giugno 2022 rispetto a quelli del giugno 2021 mai avremmo immaginato potessero essere nell’ordine del 78,7% (l’energia elettrica), del 67,1% (il gas), del 58,4% il gasolio da riscaldamento e persino il 18,1% per i combustibili solidi. Senza contare i carburanti, nel frattempo cresciuti del 31,1%.
“Quello che dai dati diffusi questa mattina dal Comune appare evidente – continua Bertin – è che siamo in presenza di un’inflazione “importata” che grava su taluni prodotti in misura importante laddove è praticamente impossibile restringere i margini e invece trova una risposta molto responsabile da parte dei commercianti quando questo è possibile.
Nel primo caso, quello dell’impossibilità di “assorbimento” dei maggiori costi, si rispecchia tutto il comparto alimentare dove il picco si raggiunge con gli oli (+19,6%) e l’aumento più contenuto con zucchero e cioccolata (+6,6%). A metà strada il pane e i cereali che segnano un +10,9%.
“In questi casi – aggiunge il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova – costi energetici e delle materie prime hanno inciso pesantemente e continueranno a farlo se le tensioni sui mercati dell’energia e la guerra in Ucraina non verranno stoppati”.
Esattamente quello che constatiamo se confrontiamo i dati del giugno ’22 col giugno ’21 per quanto riguarda ristoranti e bar (+5,1%) e alberghi (+10,3%).
Diverso il discorso ad esempio per l’abbigliamento (+2,8%), le calzature (+3,9%), gli elettrodomestici (+4,1%).
“In questi casi – aggiunge Bertin – il commercio sta fungendo da vaso di contenimento: assorbe gli aumenti, riduce i margini di guadagno, e riversa sul consumatore percentuali decisamente limitate”.
“Va detto – conclude il presidente dell’Ascom Confcommercio – che le notizie che giungono dagli uffici statistici nazionali e locali non sono affatto buone. Purtroppo, la crisi politica, di cui non sentivamo assolutamente il bisogno, rischia solo di aggravarle”.

Padova, 18 luglio 2022

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